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Storia delle due pergamene
(troppo vecchio per rispondere)
Mariano Tomatis
2003-11-07 01:23:57 UTC
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Raw Message
Mi accingo a raccontare due volte una storia; la prima è la versione
volgarizzata di un racconto che solo gli iniziati possono cogliere
nella sua ricchezza, e che non viene mai raccontato nella sua
interezza per le complessità che nasconde.
La prima storia inizia alla fine del 1700, quando il parroco del
piccolo paesino di Rennes-le-Chateau, Antoine Bigou (1719-1794),
diventa il confessore di una marchesa del casato locale: Marie De
Négre. Costei gli rivela un segreto terribile, che – dopo la morte
della donna – costringerà il parroco a rifugiarsi in Spagna, ricercato
non si sa da chi; non prima, però, di aver realizzato una stele
tombale ed una lapide contenente un messaggio in codice, che rivela il
terribile segreto della De Négre, ed aver nascosto – all'interno di un
pilastro che sostiene l'altare della parrocchiale di Santa Maddalena –
quattro pergamene, due delle quali misteriosamente cifrate.

Un secolo più tardi, uno dei successori di Bigou, Bérenger Saunière,
troverà le pergamene durante i lavori di restauro, le farà decifrare e
verrà anch'egli a conoscenza del segreto terribile: un segreto che gli
consentirà di recuperare un tesoro dal valore inestimabile, nascosto
da qualche parte a Rennes-le-Chateau. Durante alcuni lavori nel
cimitero, Saunière scopre che la stele della marchesa De Négre, fatta
erigere da Bigou, contiene un perfetto anagramma del messaggio
decifrato; temendo che qualcuno possa scoprirlo, la distrugge insieme
alla lapide. Saunière porta con sé il segreto nella tomba, e le
pergamene vengono ereditate nel febbraio 1917 dalla nipote, Madame
James di Montazels, che negli anni Cinquanta le vende ad un membro dei
servizi segreti inglesi, Ronald Stansmore, che si era spacciato per un
appartenente della Lega Internazionale dei Librai Antiquari. Nel 1955
Stansmore fa una richiesta al consolato francese a Londra per essere
autorizzato ad esportare in patria le pergamene che, a suo dire,
proverebbero la discendenza dai re Merovingi della famiglia francese
dei Plantard. Le pergamene vengono, dunque, chiuse in una cassetta di
sicurezza della Lloyds Bank: se non verranno reclamate entro 25 anni
dall'attuale rampollo dei Plantard, Pierre, passeranno di proprietà al
governo francese. Ma Plantard non se lo fa ripetere due volte: nel
1981 le riporta in Francia e le chiude nuovamente in una cassetta di
sicurezza. Con ogni probabilità ne aveva, però, una copia: nel 1967,
infatti, Plantard ne aveva concessa la riproduzione allo scrittore
Gerard de Séde, che le aveve pubblicate sul suo Le trésor maudit.

Sono tre giornalisti anglofoni a far conoscere a tutto il mondo il
messaggio celato nelle due pergamene cifrate; i due testi in questione
vengono pubblicati, infatti, su Holy Blood Holy Grail, uno dei saggi
storici più controversi del XX secolo, e recitano testualmente:

A DAGOBERT II ROI ET A SION EST CE TRESOR ET IL EST LA MORT

BERGERE PAS DE TENTATION QUE POUSSIN TENIERS GARDENT LA CLEF PAX
DCLXXXI PAR LA CROIX ET CE CHEVAL DE DIEU JACHEVE CE DAEMON DE GARDIEN
A MIDI POMMES BLEUES.

L'interpretazione di queste enigmatiche parole conduce al terribile
segreto di Rennes-le-Chateau; i tre giornalisti, Baigent, Leigh e
Lincoln, non hanno dubbi: tale segreto riguarderebbe una famiglia di
discendenti di Gesù Cristo cui sarebbero appartenuti i re Merovingi e,
secoli più tardi, Pierre Plantard, che aspirerebbe – dunque – al trono
quale sovrano degli Stati Uniti d'Europa. Diritto che gli spetterebbe
per volontà divina.


Questa è la storia che ancora oggi viene raccontata ai bambini prima
di andare a dormire: una storia fatta di intrighi e segreti, trame
oscure e terribili messaggi, che possono portare ad un'enorme
ricchezza ma anche alla perdizione. Una storia che, nel corso degli
anni, si è consolidata, si è tinta di colori indelebili, e che riesce
a coprire egregiamente un'altra storia, quella vera, quella che gli
ingenui trovano poco immaginifica, e che riposa sotto un'impermeabile
e impercettibile coltre di falsità. La vera storia delle pergamene di
Rennes-le-Chateau: una storia che cercheremo di raccontare in modo
sommesso, in modo che non vuol sentirla possa farlo senza doversi
chiudere le orecchie con troppa forza e rischiare di farsi male…


Sono gli anni Cinquanta del XX secolo. L'appena trentenne Pierre
Plantard è un appassionato di esoterismo e simbologia occulta: legge
Paul Le Cour, René Guenon e St.Yves d'Alveydres. Nel suo gruppo di
amici, spicca un enigmista dilettante, appassionato di giochi di
parole, Philippe de Cherisey. La goliardia dei giorni trascorsi vicino
al lago di Ginevra, ad Annemasse, li porta a sparare grosso: la guerra
è finita, l'Europa è alla ricerca di un nuovo ordine, perché non
creare degli Stati Uniti come in America? La fantasia di Plantard lo
proietta già a capo di questa ipotetica confederazione. Ma un monarca
dev'essere eletto dal popolo; come rendere in qualche modo plausibile
una sua candidatura ad un ruolo tanto anacronistico? E' da queste
serate di brain storming goliardico che nasce l'idea di fondare
un'associazione; un'associazione che prenderà il nome dalla montagna
di Sion, a pochi chilometri da Annemasse, e che produrrà le prove che
Plantard ha diritto di regnare: diritto che non gli proviene da una
"banale" elezione democratica, ma da Dio stesso. Il gruppo si mette al
lavoro, e nel 1956 viene reso pubblico il documento di fondazione del
Priorato di Sion. Per provare una discendenza da Gesù Cristo è
necessario tornare indietro di quasi duemila anni; la tradizione
occulta viene in loro aiuto: la Francia del Sud è densa di leggende
che vogliono Maria Maddalena sbarcata a Marsiglia o nei dintorni poco
dopo la morte di Cristo. L'anello di congiunzione tra Cristo e la
Francia è stato trovato. Bisogna costruire dei documenti che provino
l'esistenza di un'ininterrotta linea di sangue tra Dio e Plantard, e
bisogna nasconderli in qualche luogo sicuro e soprattutto plausibile.
Dapprima Plantard pensa a Gisors, rocca suggestiva che sembra – al
primo sguardo – uno scrigno che nasconde qualcosa. Non può esporsi in
prima persona, e vende dunque la storia ad uno scrittore francese
appassionato di storia occulta, Gérard de Sède (che pubblicherà,
dunque, Les Templiers sont parmi nous, con in appendice un'intervista
a Plantard). Ma una visita a Rennes-le-Chateau lo convince che la
ricchezza di Saunière è un mistero troppo intrigante per non
approfittarne; il proprietario della tenuta che era stata di Saunière,
Noel Corbu, favoleggia di pergamene di Bianca di Castiglia trovate dal
parroco nella chiesa. Plantard capisce d'aver trovato la sua Eldorado.
Dopo aver recuperato materiale bibliografico sulla zona, De Cherisey
si mette all'opera per creare i documenti che proveranno l'origine
divina di Plantard; è un enigmista, e conosce bene le tecniche per
criptare un testo. Su un articolo di inizio secolo, scritto da un
archeologo della Società di Studi Archeologici dell'Aude, Elie
Tisseyre, trova la riproduzione della splendida stele funebre di Marie
De Négre. Ne conta le lettere: 119. Se se ne potessero aggiungere 9,
si arriverebbe ad un quadrato perfetto, 128, il doppio di 64 che sono
le caselle di una scacchiera 8x8. L'idea è buona: se il messaggio
provenisse dalla stele, il legame tra Rennes-le-Chateau e la pergamena
sarebbe immediato. De Cherisey ha un'idea: le 9 lettere restanti
potrebbero far parte dell'ormai scomparsa lapide tombale della
marchesa; ne realizza un disegno, che riporta le parole PS PRAECUM. PS
è un immediato riferimento al Priorato di Sion, "PRAECUM" è una parola
abbastanza ambigua da garantire infinite future interpretazioni. Come
convincere, però, i ricercatori più abili che oltre alla stele
(documentata) esisteva anche una lapide? Il problema si risolve
facilmente: Plantard va alla ricerca del nome di un qualche vecchio
archeologo della zona, e trova quello di Eugène Stublein. Realizza,
dunque, un libretto contenente poche pagine (che depositerà solo il 20
giugno 1966 presso la Biblioteca Nazionale a titolo Pierre Gravées du
Languedoc, retrodatato al 1884). Le tavole di questo lavoro sono un
misto di realtà e fantasia. Tra le varie immagini, compare
naturalmente quella della lapide appena creata da De Cherisey,
contenente le nove lettere PS PRAECUM. La firma di Stublein, però, è
talmente diversa dall'originale che – in tempi moderni – i meno
ingenui si accorgono del falso. Ma c'è una firma di Plantard ancor più
evidente all'occhio del simbolista allenato: nella parte bassa della
lapide compare la rappresentazione di un polipo, copiata pari pari da
un libro dell'amato esoterista Paul Le Cour!

Con le 119 lettere della stele della De Négre e le 9 (aggiunte ad
arte) della lapide, De Cherisey può cominciare a decidersi per un
messaggio. L'idea è quella di mescolare le 128 lettere; naturalmente
il risultato – come in genere quando si creano anagrammi – non sarà
fluente, ma la sua incertezza linguistica lo renderà ancor più
intrigante. Per inserire elementi fertili nella leggenda, non si deve
far economia di immagini fortemente evocative: dunque largo a Poussin,
croci e cavalli di Dio; né vanno tralasciati elementi riferiti
esplicitamente a Rennes-le-Chateau: ecco, per cui, un demone guardiano
e le mele azzurre di mezzogiorno, che – i primi giorni di gennaio –
compaiono su un muro della chiesa per un effetto ottico molto
suggestivo dovuto alle particolari vetrate. Le lettere della stele
vengono eliminate ad una ad una man mano che il messaggio procede. Il
problema maggiore sarà naturalmente quello di riciclare le troppe X
che compaiono nella data di nascita della marchesa, morta il XVII di
gennaio del MDCOLXXXI (sic). Dovrà accontentarsi di uno strano "PAX
DCLXXXI", ma non ci sono molte alternative. Una frase è pronta, ed è
proprio l'anagramma delle 128 lettere rinvenibili sulle due parti
della tomba della marchesa, l'una vera (119), l'altra fasulla (9). De
Cherisey, che conosce bene la ludolinguistica e la matematica
ricreativa, ha ben in mente il gioco che tanto dilettò Eulero,Leibniz,
Hilbert ed Einstein: il problema del salto del cavallo (che richiede
come sia possibile, per il cavallo degli scacchi, occupare tutte le
caselle di una comune scacchiera ciascuna esattamente una volta prima
di ritornare sulla stessa casella da cui è partito, ogni volta
seguendo il suo classico salto). Sceglie una casella a caso su una
scacchiera e qui scrive la prima lettera del messaggio, la B. Poi fa
un ideale salto di cavallo, e sulla casella raggiunta scrive la E.
Prosegue via via il gioco fino ad esaurire la prima scacchiera, dunque
si muove sulla seconda, fino all'ultima lettera.

Ha ora di fronte le due scacchiere, ricolme di lettere mescolate. Per
complicare il gioco, decide di spostare avanti di un certo numero di
passi tutte le lettere, come nel vecchio sistema che trasforma la A in
B, la B in C e così via; ma non è ingenuo: il metodo lo conoscono
tutti! Meglio applicarlo con delle variazioni: è Vigenere ad
ispirarlo. La chiave non sarà così semplice (una lettera in avanti) ma
più complicata: cambierà ad ogni lettera, e sarà dunque una chiave di
128 lettere. Tale chiave non è altro che il testo di 128 lettere delle
due parti della tomba, ma letto al contrario.

Non ancora soddisfatto, De Cherisey aggiunge tre passi ulteriori: due
semplici spostamenti di una sola lettera indietro e un altro
spostamento "complicato", usando come chiave le parole MORTEPEE
ripetute 16 volte (le lettere provengono dalla stele della De Négre).
E' soddisfatto del lavoro: la frase è diventata un'incomprensibile
VCPSJQROVYMYYDLTPEFRBOXTODJLBKNJ FQUEPAJYNPPBFEIELRGHIIRYBTTCVTGD
LUCCVMTEJHPNPGSVQJHGMLFTSVJLZQMT OXANPEMUPHKORPKHVJCMCATLVQXGGNDT.

Per realizzare un'opera verosimile, De Cherisey si procura il
Dictionnaire d'archéologie chrétienne et de liturgie di Dom Fernand
Cabrol, cui si ispirerà per i caratteri usati nella realizzazione del
documento. Scelto un brano di Vangelo, l'enigmista lo modifica
leggermente per confondere le acque, elimina tutti gli spazi ed
inserisce, una alla volta, le lettere del messaggio cifrato ad
intervalli di sei lettere. IESUS ERGO ANTE SEX DIES PASCHAE diventa
dunque IESUSEVRGOANTCESEXDIPESPASCSHAE…

La realizzazione della seconda pergamena è più semplice: dopo aver
scelto un brano di vangelo, si limita a trascriverlo sollevando una
lettera ogni tanto; anche la sua decifrazione – basata proprio sulla
lettura delle sole lettere sollevate – è ben più agevole.

Tra il 1964 e il 1966 Plantard e De Cherisey elaborano il mito in
tutte le sue sfumature, depositando uno dopo l'altro una serie di
documenti apocrifi in cui vengono millantati il ritrovamento da parte
di Saunière delle pergamene, il suo viaggio a Parigi, i suoi rapporti
con l'élite culturale parigina e le sue attività più "sospette". Si
tratta ora di "vendere" la storia come autentica. Gérard de Sède è
un'ottima cassa di risonanza: Plantard e De Cherisey lo contattano e
gli offrono un manoscritto che contiene già il canovaccio della
storia. Lo scrittore sa che non si tratta di una storia documentata,
ma di un racconto di fantasia, e scrive nella prefazione al suo Le
trésor maudit che le somiglianze tra la storia raccontata e la realtà
sono assolutamente casuali. Nel libro (1967) viene raccontata la
favola riportata all'inizio, e sono riprodotte le due pergamene, ma
non il messaggio cifrato. Nel 1971 De Cherisey annuncia di esser
riuscito ad estrarre il messaggio (da lui stesso nascosto!), e lo
pubblica in un romanzo intitolato Circuit.

Ma col tempo è chiaro che De Sède non ha intenzione di pagare la
percentuale sulle vendite di Le trésor maudit ai due co-autori, che
dunque passano al contrattacco, rivelando di essere gli autori delle
due pergamene. La prova di questo fatto è incisa nel procedimento
stesso di decrittazione, impossibile da eseguire se non si è gli
autori del metodo: chiunque, all'infuori di De Cherisey, avrebbe
potuto seguire miliardi di altri percorsi sulle scacchiere e trovare
miliardi di diversi messaggi; solo l'autore, come in effetti avvenne,
avrebbe potuto spiegare come il testo era stata criptato.

Mariano Tomatis
www.marianotomatis.it/rlc
IsilTárion
2003-11-07 22:05:13 UTC
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Raw Message
(CUT ALL)
Gia da tempo sono interessata ai misteri di Rennes-les-Chateau, dove sono
gia stata e in effetti mano a mano che mi ho letto e approfondito
l'argomento, la figura di Plantard in tutta questa storia era divenuta
piuttosto importante...un punto di congiunzione tra Sauniere e i fatti piu
recenti.
Ho trovato le notizie da te riportate molto interessanti...le sto valutando.

se hai l'opportunita di consigliarmi qualche testo interessante e utile
sempre nei riguardi di questa ricerca...te ne sarei immensamente grata!!


PS: non male il sito:P
Smack
Titi
IsilTárion
2003-11-07 22:11:02 UTC
Permalink
Raw Message
IsilTárion ha scritto nel messaggio ...
Post by IsilTárion
(CUT ALL)
Gia da tempo sono interessata ai misteri di Rennes-les-Chateau, dove sono
gia stata e in effetti mano a mano che mi ho letto e approfondito
certo che frequentare l'universita fa proprio male...ho scritto "mi ho
letto", ma il "mi" proprio non c'entra nulla nella frase....
gulp!
sorry!!

:*
Titi
n[HIC!];o)
2003-11-08 08:53:40 UTC
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Raw Message
Post by Mariano Tomatis
[cut]
Nel 1971 De Cherisey annuncia di esser
riuscito ad estrarre il messaggio (da lui stesso nascosto!), e lo
pubblica in un romanzo intitolato Circuit.
Ma col tempo è chiaro che De Sède non ha intenzione di pagare la
percentuale sulle vendite di Le trésor maudit ai due co-autori, che
dunque passano al contrattacco, rivelando di essere gli autori delle
due pergamene. La prova di questo fatto è incisa nel procedimento
stesso di decrittazione, impossibile da eseguire se non si è gli
autori del metodo: chiunque, all'infuori di De Cherisey, avrebbe
potuto seguire miliardi di altri percorsi sulle scacchiere e trovare
miliardi di diversi messaggi; solo l'autore, come in effetti avvenne,
avrebbe potuto spiegare come il testo era stata criptato.
Beh, a dir poco stupefacente... Molto interessante...

Una domanda però mi sorge spontanea: come si pone la comunità "scientifica"
riguardo queste conclusioni? Esse mi sembrano così ovvie che un'opportuna
divulgazione delle stesse farebbe di certo crollare all'istante il mito di
RLC e di tutta la letteratura che ci gira intorno... Sono già state
pubblicate? O quali sono le fonti?

PS: Ti faccio i miei sinceri complimenti per uno (...forse il migliore...)
dei più bei post mai apparsi su
free.it.graal.templari.catari.renneslechateau :-)
enea
2003-11-10 23:52:07 UTC
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Raw Message
Post by Mariano Tomatis
Mi accingo a raccontare due volte una storia; la prima è la versione
volgarizzata di un racconto che solo gli iniziati possono cogliere
nella sua ricchezza, e che non viene mai raccontato nella sua
interezza per le complessità che nasconde.
ciao mariano,
c'ho una bella faccia tosta a scriverti :-). ho copiato, pero'
attribuendotene com'e' giusto, questo tuo ben sviluppato post alla
discussione dell'altro forum di rennes di cui all'indirizzo:
http://www.renneslechateau.com/forums/viewtopic.php?t=521

ci sono stati consensi pero' una risposta interessante che
preciserebbe un po' il tuo intervento.
insomma, mi permetto di invitarti a fare una capatina per replicare.
e cio' perche' io non ne sono attualmente in grado.
liberissimo di non farlo, naturalmente. :-)

scusa ancora se mi sono permesso, e se ho sbagliato fammelo sapere ed
evitero' altri copia incolla.

ps: se dovessi venire il nostro dialogo e' nel forum italiano, post
pergamente, e la replica e' di un certo mig dom di roma (ma io lo
chiamo scherzosamente ming ion). ti posso anticipare, dal poco che ho
letto che ritiene che i simpoli ps, arcadia ecc. siano precedenti alla
"truffa" plantard e soci, trovandosi altresi' sulla tomba ottocentesca
di poussin (o una lapide?) a roma.

confido in una tua risposta

con simpatia

enea
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